LA TERZA SOTTO LA LENTE

Elio Pascoli, tecnico dell’Ardita.

ARDITA. Vincere sopportando il peso del pronostico non è mai semplice: la squadra di Forni Avoltri ci è riuscita, perché era la più completa in assoluto ed ha avuto un allenatore bravo nel saper gestire gli umori di uno spogliatoio di grande personalità. IL MIGLIORE. Michele Zanier. Non ce ne vogliano Paschini e Della Pietra (bravissimi anche loro). Scegliamo lui perché si esprime da anni su livelli di grande continuità
FUSCA. Più o meno vale lo stesso discorso fatto per l’Ardita: un gruppo di buoni giocatori, un tecnico abile e preparato e la sensazione di aver fatto le cose per gradi dopo anni di improvvisazione. IL MIGLIORE. Enkeleid Pashkja. Che fosse un bravissimo giocatore si era capito da tempo, ma mai aveva trovato i picchi di rendimento di quest’anno. Gol e giocate di qualità che spesso hanno fatto la differenza.
LA DELIZIA. E’difficile dare un giudizio sulla stagione di una squadra che nei pronostici avrebbe dovuto centrare la promozione in carrozza. Ma fra il dire e il fare ci sono di mezzo infortuni, defezioni e altre problematiche che gli addetti ai lavori di Priuso conosceranno meglio di noi. IL MIGLIORE. Manuel Spangaro. Avrà un caratteraccio, magari certe volte non sarà affidabile come richiederebbe la bravura di cui è dotato, ma il suo lo fa sempre. Una decina di reti anche quest’anno testimoniano che il problema non è stato lui.
TARVISIO. Una delle squadre con l’età media più bassa di tutto il campionato. Un gruppo che sta crescendo, lentamente, magari, ma sta crescendo. Finire dietro le tre favorite della vigilia è un risultato che incoraggia di sicuro il rilancio di una piazza importante come Tarvisio. IL MIGLIORE. Bruno Marra. E’ uno dei nomi nuovi proposti dal campionato. Se saprà confermare la prolificità anche nel prossimo campionato, forse il podio potrebbe essere un’ipotesi…
MALBORGHETTO. L’inizio fulminante forse aveva illuso di poter pensare in grande. Ma la cifra tecnica di una squadra che sembrava sul punto di scomparire solo poco tempo fa è assolutamente in linea col piazzamento finale. Castellari e Kravanja hanno fatto le cose per bene e sarebbe un peccato, il prossimo anno, non provare a migliorarsi. IL MIGLIORE. Matteo Saveri. Gol a parte, il buon Matteo ogni volta che il fisico è a posto dimostra di essere un giocatore speciale. Se non avesse avuto i problemi fisici che lo hanno tormentato avrebbe davvero potuto essere un top del torneo.
RIGOLATO. Inizio da incubo, con sconfitte in serie e poca fiducia in sé stessi. Poi,la lenta ripresa, scandita da un gruppo che ha iniziato a ritrovarsi, sospinto dalle giocate di Pochero e dai gol di Vergazzini. Un passato da “grande” troppo recente per non essere scomodo è uno dei problemi della squadra.IL MIGLIORE. Michael Vergazzini. E’ quello che ha segnato di più ed è anche quello attorno al quale costruire la squadra per il futuro immediato. Fisico e mezzi non gli mancano, un pizzico di continuità, magari, sì: ma il giocatore c’è!
VERZEGNIS. Un tecnico alla prima esperienza su una panchina del Carnico; giocatori racimolati poco prima della chiusura del tesseramento. L’inizio incoraggiante poteva ingannare qualcuno, ma non l’ambiente di Verzegnis, conscio dei propri limiti e delle difficoltà che ha dovuto affrontare. Un presidente galantuomo ed un gruppo che ha voglia sono i punti dai quali ripartire. IL MIGLIORE. Alberto Zanier. Il progetto societario più o meno a lungo termine lo ha convinto a rivestire la maglia verde. Alle ormai note doti tattiche (e tecniche) ha saputo aggiungere reti importanti.
RAVASCLETTO. “Bebe” Da Pozzo conosce il Carnico come le sue tasche e si aspettava dalla vigilia un campionato così. Del resto, quando si prova a ripartire da zero le aspettative non possono essere di successo immediato. Qualche senatore si è fatto da parte, per far posto ai giovani: diamo tempo al tempo. IL MIGLIORE. Daniele Tomat. Si scopre insospettato goleador, lui che, fin dalle giovanili, giocava in interdizione se non addirittura da marcatore. Un’evoluzione che si aspettavano in pochi: come la spiegherebbe, da giornalista, il buon Daniele?
AMPEZZO. Sembra incredibile come una piazza così importante non riesca ad uscire da un anonimato che sta contraddistinguendo la storia biancorossa di questi ultimi anni. I giocatori storici hanno dato una mano, ma attorno non c’era molto. IL MIGLIORE. Marco Fachin. Gol importanti e la voglia di aiutare la squadra del paese. La grande disponibilità di Marco è il simbolo del vecchio cuore ampezzano che vuole riportare i biancorossi ai livelli della storia gloriosa della società.
VAL DEL LAGO. Il piazzamento finale è francamente avvilente. Però la squadra difficilmente ha sbracato ed anzi sono molte le partite perse di misura. Ad Alesso stanno già lavorando per il futuro e per il 2013 si fanno nomi importanti. IL MIGLIORE. Luca Novelli. Giocatore magari poco reclamizzato, ma elemento affidabile, molto ben visto dai compagni che ne apprezzano impegno e dedizione. Centrocampista di stampo classico ha sempre fatto il suo dovere in pieno.
LAUCO. Francamente ci si aspettava qualcosa di più dagli arancioni. Sull’altopiano erano saliti giocatori importanti che a conti fatti, però, non sono riusciti ad alzare il livello medio della squadra. Le premesse erano incoraggianti, i risultati molto meno. Peccato. IL MIGLIORE. Matteo Adami. La scelta non è stata semplice, perché nessuno si è messo particolarmente in luce. La citazione vuole essere un augurio per un giocatore che sembrava promettere molto e che invece, finora, non è riuscito ad esprimere al meglio il suo valore.
STELLA AZZURRA. L’ultimo posto in classifica basta ed avanza per fotografare la stagione dei gemonesi. E’ una squadra che non riesce a darsi un minimo d’identità per provare un progetto nel breve. Peccato, perché il blasone e la storia della Stella meriterebbero ben altre considerazioni. E’ un momento storico difficile, speriamo non manchi la voglia di riscatto. IL MIGLIORE. Oleksiy Moyisiyeyenko. Se era stata difficile la scelta per il Lauco, qui è ancora peggio. Citiamo questo giocatore perché è un volto nuovo del Carnico e per auguragli di non farsi notare solo per il … cognome, ma per le doti tecniche che ci dicono non disprezzabili.

5 Comments

  • Posted 13 Novembre 2012 20:01 0Likes
    by Daniele Kravanja

    Ma Matteo Saveri è un “top” del torneo….. Acciacchi o no. Ma soprattutto è una persona speciale.
    Un vero leader e grande capitano sul terreno di gioco. Altrettanto grande fuori…. Grande Teo !!!

  • Posted 14 Novembre 2012 00:06 0Likes
    by Alberto Romanin

    Vittoria in campionato, seppure in coabitazione, con 3 bombardieri che solo loro segnano quasi più gol di molte squadre che inseguono, ma con un gruppo dietro che certamente ha permesso di difendere in maniera opportuna qualche (e lo dicono i gol presi, ma ci sta) ripartenza. Purtroppo, pur essendo del mestiere, alleno anche io in Prima al momento, non ho mai avuto la fortuna di venire dal vivo a vedere un trancio di calcio-spettacolo, visto che i risultati dicono questo. Squadra da spettacolo e da grandi amori. Come deve essere per le proprie radici. Grande squadra, Grande Paese, non merita altro che un caloroso complimento da chi abita lontano ma ama Forni Avoltri con l’affetto dei propri genitori che Vi sono nati e hanno sempre avuto nel cuore la vera e sola Capitale della Carnia. Grande Ardita.
    Mandi.
    Alberto Romanin.

  • Posted 14 Novembre 2012 11:14 0Likes
    by dede8

    Da giornalista spiego “l’evoluzione” dicendo semplicemente che quest’anno ho tirato i rigori…

  • Posted 14 Novembre 2012 19:13 0Likes
    by Massimo Di Centa

    Grande Alberto Romanin!

  • Posted 15 Novembre 2012 17:46 0Likes
    by Daniele Candido

    Condivido l’ottima e molto attenta nonché competente analisi fatta da Massimo.
    Il mio intervento vorrebbe in qualche modo stimolare il dibattito, sul fatto di rendere più interessante ed avvincente una categoria che già dopo il mese di luglio per le prime quattro-cinque squadre è già delineato, e praticamente terminato per le rimanenti.
    Una promozione diretta per la prima classificata ed i play-off per i rimanenti due posti che coinvolgano tutte le squadre della categoria.
    L’abolizione del campionato Juniores e dell’obbligo dei “fuori quota” per quanto riguarda la Prima categoria (se un ragazzo è forte gioca comunque a prescindere dall’età), al fine di ottenere più materiale umano per la seconda e la terza in qui avrebbero il modo, il tempo e le possibilità di giocare, crescere e formarsi tecnicamente e caratterialmente.
    In questo modo si darebbe la possibilità a diverse Società (visto il trend demografico negativo in atto) di continuare la loro importantissima attività nonché sopravivenza.
    Grazie, Daniele Candido

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