GENTE DI CARNICO: NICOLA GIARLE

foto giarleCi sono capitani coraggiosi e capitani silenziosi: Nicola Giarle dell’Arta è decisamente un capitano silenzioso il che, però, non esclude il fatto di essere anche coraggioso. Eh sì, perché Nicola ha preso tante decisioni nella vita in cui è servita anche una bella dose di coraggio. Di lui ci facciamo raccontare qualcosa dalla sorella Michela e dalla ragazza Chiara: entrambe sono a vederlo nell’anticipo serale in cui l’Arta sgretola il Bordano, in una partita senza storia, l’ideale, quindi, per raccontare un’altra storia, quella di Nicola, appunto. La carriera ce la racconta Michela, una che di certo non diresti che è sua sorella: tanto silenzioso è Nicola, tanto chiacchierona (nel senso buono del termine) è lei. Sciorina la carriera del fratello con una precisione da fare invidia a… Wikipedia. Ma le precisazioni statistiche hanno il dono della dolcezza del ricordo, ingentilite da spruzzi di affetto, come se la sorella maggiore accompagnasse mano nella mano il fratello più piccolo nel percorso della vita. Apprendiamo quindi che Nicola è venuto al mondo il 1° maggio del 1986, data che per lui si rivelerà profetica. Ha iniziato subito a giocare a calcio: pulcini, esordienti, giovanissimi e allievi con l’Arta allenato degli inossidabili Ettore Pittini e Leo Piazza, due persone che il “Nic” adora ancora oggi. Poi, un anno di allievi e 3 di juniores con il Tolmezzo di Geremia Gonano e Carlo Rugo. Nel 2007 rientra ad Arta ed in prima squadra esordisce a fine aprile in Coppa Carnia, parte dalla panchina, entra e segna. La partita che sente di più è il derby col Cedarchis e proprio contro i giallorossi segnerà il primo gol della sua carriera: un gol inutile ai fini del risultato, ma vuoi mettere … Al calcio ha regalato due denti, due clavicole e uno scafoide, preferendo pagare in prima persona il tributo al contatto fisico che il football esige per sua stessa natura, nel senso che prima di fare un fallo lui, quasi quasi preferisce subirlo. Un esempio di correttezza, raccontato dal seguente episodio: lo scorso anno, dopo anni senza un cartellino, alla prima di campionato contro l’Ovarese prende un giallo. Applausi dalla tribuna ed ovazione, con gli avversari disorientati di fronte al comportamento della tifoseria del’Arta! Ecco, Michela ci ha raccontato tutto questo, con una dovizia di particolari che per la prima volta siamo stati quasi tentati dalla possibilità di un articolo a … puntate! Ma oltre il pallone ci sono altre cose curiose da sapere su Nicola. Il suo sogno da bambino, per esempio, era quello di fare, da grande, l’alpino ed il falegname: il primo gliel’ha infranto una legge del 2005 che, abolendo il servizio di leva obbligatorio, ha di fatto strappato la penna dal cappello di Nicola. Il secondo, invece, è andato a buon fine, perché falegname, Nicola, lo è diventato davvero. Ci è arrivato percorrendo un percorso tortuoso, passato da una laurea in ingegneria gestionale (con tanto di iscrizione all’albo) che di fatto non ha mai utilizzato. Perché nel momento in cui papà Luigi voleva chiudere l’attività di famiglia (falegnameria e mobilificio a gestione familiare), Nicola, probabilmente, ha tirato fuori da un cassetto, che ci piace immaginare costruito dal papà, il suo secondo sogno. Ed eccolo, allora, tra pialla e segatura, colla e cerniere, realizzare appunto uno dei suoi due sogni. Facendo felice papà Luigi, magari, un tipo silenzioso come il figlio. Papà Luigi non gliel’avrebbe mai chiesto di proseguire quell’attività esercitata per anni, semplicemente Nicola l’ha capito da solo, facendo felice forse anche mamma Aurora che in molti ci dicono molto più simile a Michela, soprattutto in tema di parole … Ma torniamo al calcio, perché anche grazie al calcio ha trovato pane per il suo … cuore. E’stato infatti un suo compagno di squadra, Federico Franco, detto “Ciccio”, a fargli conoscere Chiara, fisico da fotomodella e faccia da copertina (una davvero bella bella, insomma). Chiara (guarda caso!) è la cugina dei fratelli Merluzzi, Alessandro e Cristian, due degli idoli giovanili di Nicola, uno che ha sempre voluto la maglia col numero 2 o numero 3, perché lui si sente terzino (o laterale o esterno, fate voi). Logico quindi che i suoi riferimenti siano Maldini o Baresi e, nel piccolo, i fratelli Merluzzi … Nicola e la fascia, si diceva: quella destra del campo, quella da capitano al braccio e quelle che, in qualche modo, adopera nel suo lavoro Chiara, che nella vita fa l’infermiera. Chiara ci parla di un ragazzo che dietro le poche parole nasconde pensieri e valori bellissimi. L’attaccamento al suo lavoro, per esempio, col destino che ha deciso di farlo nascere, come si diceva, il 1 maggio, mica un giorno qualunque … Lo stesso attaccamento lo ha per il calcio, in nome del quale pianifica le proprie ferie e in nome del quale non esita a mettere in piazza (anzi, adesso, dall’avvento di Facebook, si dice in bacheca!) i propri sentimenti o a concedersi attimi per lui impensabili, come quella sera in cui, dopo una promozione dei rossoblu, si dipinse la faccia di rossoblu e baciò Chiara in pubblico (per chi non ci credesse, c’è la foto accanto al titolo!). Oppure come quando, dopo la vittoria nel derby col Cedarchis nel maggio scorso, si è un pochino lasciato andare sul social network pubblicando uno stato molto significativo: Un momento atteso da tanto tempo … La stanchezza adesso sta già passando … La soddisfazione no … Quella rimarrà indelebile! Grande Arta! Bisogna capirlo, il capitano: era alla prima vittoria in un derby, dopo cinque anni di tentativi inutili e vincerlo da capitano deve essere stata una soddisfazione troppo grande per essere taciuta! Insomma, eccolo qua Nicola Giarle: uno del quale forse non si parla mai abbastanza. Vabbè, forse, il figlio di un altro falegname, circa 2000 anni, fa ebbe modo di far parlare di sé un pochino di più … Nicola di certo non fa … miracoli, ma interpretare tutto quello che fa con lo stesso impegno e la stessa serietà ci dice che siamo di fronte ad un giocatore essenziale e ad un ragazzo in gamba. Ma a lui, milanista di comprovata fede, non dite che, per serietà, correttezza e buon senso ricorda molto quel grande capitano che rispondeva al nome di Javier Zanetti: non volercene, Nicola, ma lo ricordi davvero! …

3 Comments

  • Posted 2 Luglio 2015 10:11 0Likes
    by raffaele ferraiuolo

    Sicuramente quello di 2000 anni fa non correva come Giarle…… Grande Nik

  • Posted 2 Luglio 2015 17:42 0Likes
    by marco piazza

    Massimo chapeau! E grande capitano…….!!!!!

  • Posted 3 Luglio 2015 15:19 0Likes
    by Nicola Giarle

    Vorrei ringraziare pubblicamente Massimo Di Centa per le tante belle parole spese nei miei confronti e complimentarmi con lui per questa fantastica rubrica gente ” gente di carnico”.

    Ci sono tante persone da Arta e sicuramente anche nelle altre squadre e società che fanno tanto per il calcio Carnico e che meriterebbero loro più di me gli onori della cronaca…mi sento quindi molto fortunato e quasi un po’ in imbarazzo per questa scelta. Grazie davvero.

    W il campionato Carnico e forza Arta!

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