ÇURÇU AVANTI CON MERITO

CERCIVENTO – AMARO 3-2

GOL: pt 9’ e 15’ Simone Moser; st 13’ Ferigo, 41’ Malagnini, 51’ Zuccolo.
CERCIVENTO: Michele De Toni (23’ st Filaferro), Moro, Francesco Nodale (18’ st Tessitori), Del Fabro, Quaglia, Mattia Mazzolini, Ferigo, Simone Moser (31’ st Filippo Nodale), Peresson (1’st Denis Moser, 35’ st Straulino), Morassi, Kevin De Toni. All. Francesco Moser.
AMARO: Facchin, Valle, Rainis, Zuccolo, De Crinis (25’st Fattori), Patrizio D’Orlando, Martincigh (8’st Malagnini), Manuel Mazzolini, Giovanni Dell’Angelo (18’ st Narduzzi), Candotti (18’ st Esposito), Fior. All. Maurizio Talotti.
ARBITRO: Sappada di Tolmezzo.
NOTE: ammoniti Peresson, Candotti, Facchin, Moro, Straulino, Ferigo e Mattia Mazzolini.

di MASSIMO DI CENTA

Toccherà al Cercivento sfidare il Cavazzo nella doppia semifinale di Coppa Carnia (andata in casa dei Viola il 3 o 4 luglio, ritorno il 17 o 18 dello stesso mese). Gli uomini di Moser battono l’Amaro e si guadagnano il passaggio del turno al termine di una partita di certo non memorabile. Da molte settimane stiamo ripetendo le difficoltà che le squadre incontrano per dover giocare ogni tre giorni: c’è la sensazione netta che spesso ci si affidi ad un gioco approssimativo e anche la gara del “Morassi” non è sfuggita a questa regola. Parte benino l’Amaro che orchestra due ripartenze alle quali manca solo quel pizzico di precisione che sarebbe servito per liberare gli attaccanti al tiro. Il Cercivento, invece, alla prima occasione fa gol: un discreto giro palla libera Simone Moser ad una ventina di metri dalla porta. Il piccolo talento di casa fa partire un sinistro che Facchin può solo sfiorare. Ma lo show di “Simonino” prosegue qualche minuto dopo: uno sciagurato passaggio in orizzontale di Martincigh (con la sua squadra che sta salendo) innesca Ferigo che parte palla al piede prima di toccare in verticale verso Moser che di punta e di giustezza buggera Facchin uscitogli incontro. Il due a zero in un quarto d’ora avvilisce l’Amaro che domenica scorsa un paio di chilometri più a sud, a Sutrio, aveva subito un pesante 6 a 0. Gli uomini di Talotti, insomma, vedono le streghe, che potrebbero diventare ancora più brutte al 32’ quando Facchin in uscita abbranca Morassi inducendo Sappada a fischiare il giusto rigore: il portiere dell’Amaro però è bravo a respingere la conclusione di Mattia Mazzolini dagli undici metri. Poteva essere il segnale della riscossa ed invece dell’Amaro non c’è traccia: approssimativa in difesa, lenta nel mezzo ed evanescente in attacco, la formazione ospite dà l’impressione di essere leziosa e distratta e la cosa complica qualsiasi piano di rimonta. Il Ҫurçu, da parte sua, si limita a giocare, solo che quando decide di andare all’assalto lo fa con la spada, lasciando che gli avversari continuino a trastullarsi col fioretto. La ripresa inizia senza grandi sussulti, ma evidentemente il Cercivento ha fretta di chiudere i conti: è ancora Simone Moser a dare il là all’azione del terzo gol: prende palla, va alla conclusine, la difesa ribatte col pallone che arriva a Morassi. Tira subito il bomber, ma Facchin è bravo a respingergli la conclusione a botta sicura: solo che il pallone schizza verso Ferigo, il quale, pur leggermente defilato, mette in rete un tap in non proprio comodissimo. Manca mezzora alla fine, è vero, ma l’Amaro proprio non ce la fa ad impensierire Michel De Toni prima e il subentrato Filaferro poi. Il match, insomma, non ha più molto da dire fino al piccolo sussulto dei minuti finali, quando la compagine di Talotti accorcia le distanze per ben due volte: il primo gol è di Malagnini che tocca in porta dopo un batti e ribatti in area del Cercivento. All’ultimo secondo della gara (protrattasi per i 6’ di recupero decretati dal direttore di gara) Zuccolo sorprende Filaferro. Ma è troppo tardi e in semifinale, come detto, ci andrà il Cercivento con assenze pesanti però: all’andata mancheranno per squalifica, infatti, Moro, Peresson e Mattia Mazzolini. Ci sarà invece Francesco Nodale, autore di un fallo che è costato il giallo a… Ferigo. Il fallo (netto) era stato proprio di Nodale, ma l’arbitro ha ammonito Ferigo che era andato a sincerarsi delle condizioni dell’avversario colpito da Nodale. Un gesto di fair play che è costato caro al bravissimo centrocampista del Cercivento.

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