GORE VIDAL, UNO DI FORNI AVOLTRI

Gore Vidal a Forni Avoltri nel 1977

A 86 anni è morto, nei giorni scorsi, lo scrittore americano Gore Vidal. Romanziere e polemista, Vidal è morto nella sua casa di Los Angeles a Hollywood a seguito di complicazioni dovute a una polmonite. Dotato di una vena polemica e iconoclasta, venne spesso definito parte della “coscienza nazionale”. Sempre attento alla politica, è stato un critico feroce delle amministrazioni Bush. Il suo nome completo era Eugene Luther Gore Vidal ed era nato a West Point il 3 ottobre 1925. Molti di voi si chiederanno: ma cosa c’entra col Carnico? Ce lo spiega, con il solito stile Carlo Toson, uno degli amici del nostro sito, al quale rimproveriamo solo di non scriverci più spesso …

E’ morto Gore Vidal, uno dei maggiori scrittori americani contemporanei. Gore Vidal, che un tempo, non senza un certo narcisismo, amava essere definito “l’enfant terribile delle lettere americane”,e che più recentemente preferiva invece la definizione di “miglior autore americano vivente”. La sua famiglia veniva da Forni Avoltri dove gioca l’Ardita. Nel 1977 era tornato a Forni a cercare le sue radici, le foto scattate sul posto e lo scritto di Ermes Dorigo testimoniano l’evento. Cosa c’entra con il Campionato Carnico? Poco, molto, dipende dai punti di vista. Il mio e’ quello di guardare alle persone prima che ai calciatori (Enzo Ferrari a questo punto direbbe: ehi, piano con le definizioni, calciatori… insomma..). Gore Vidal, genio fuori dagli schemi, sicuramente da Forni Avoltri. Questi di Forni e dell’Ardita sono così. A volte il genio, asservito ad una severa disciplina tattica, diventa irresistibile e capace di risultati di grande livello come dimostrano i campioni del posto, Emanuele Ferrari in primis. Il motto coniato dal grande Steve Jobs: “stay foolish…” sembra ispirato dai canarini, capaci di gioco spumeggiante e creatività allo stato puro, dove spesso il risultato finale passa in secondo ordine. Ho avuto il privilegio di giocare con alcuni di loro abbastanza a lungo per coglierne il profondo lato umano e la filosofia (epicurea?) del tutto particolare che regola il loro fare. Beppino Romanin era un centravanti che sembrava creato da De Cervantes in persona e quando entrava in partita sembrava entrare in un romanzo di cui lui solo conosceva la trama. Dino Del Fabbro era un centrocampista di una qualità e di una personalità tali da rendere il gesto tecnico perfino superfluo, avendo il pensiero già superato l’azione da tempo. Il mio amico Fabio Del Fabbro mi suggerisce che anche Carlo Achil era dello stesso stampo, ma purtroppo non ci ho mai giocato assieme. Si dice che l’intelligenza sarà presto superata da una forma superiore di “intuizione diretta”, una specie di comprensione immediata, non rallentata dal ragionamento. Ecco credo che a Forni Avoltri stiano lavorando su questo.

1 Comment

  • Posted 12 Agosto 2012 02:18 0Likes
    by Stefano Molin

    Parlando di CALCIO a Forni Avoltri, e soprattutto di genio, non si può assolutamente prescindere da ANGELO!!!

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